<<Le molte infedeltà di Minosse irritarono Pasifae a tal punto che essa si vendicò con un'opera di magia: ogni qual volta Minosse si giaceva con un'altra donna, spandeva in lei non il seme, ma uno sciame di scorpioni, millepiedi e serpenti che facevano scempio del ventre della donna.>>
Graves, R., 1963. I Miti Greci. Longanesi, Milano.Sembra avere origini lontane la tendenza delle donne a non colpevolizzare il proprio compagno, quando viene alla luce un'eventuale tresca extra-coppia. Molto più semplice è ritorcersi contro alle cosiddette "amanti", donne la maggior parte delle volte ignare della doppia, tripla o quadrupla vita dell'uomo in questione. Scimmiotto il detto (più o meno infelice lo si consideri) "tutti gay con il c**o degli altri" e lo traspongo perché, a mio avviso, calza a pennello con la situazione prototipica che vado delineando.
Fateci caso, sono davvero poche le donne che all'interrogativo "come ti comporteresti se scoprissi che il tuo compagno ti tradisce con un'altra?" rispondono formulando frasi sulla scia di un "deve solo augurarsi io non sia mestruata quando accadrà". Anzi, a riproporsi, è sempre la medesima argomentazione, che subisce lievi variazioni a seconda del grado di auto-controllo della donna: la colpa è di entrambi ma "gli uomini delle altre si devono lasciar stare". Ottimo; e quindi? Risolvi qualche cosa con tale considerazione una volta che, contrariamente al precetto, il tuo uomo sia stato toccato? Sei di nuovo punto ed a capo; se non, ora, con il viso sporco di lacrime per lui e la rabbiosa vendetta che nutri per lei. Perché è meno lacerante per l'Io riconoscere che un'altra donna possa avere qualità migliori delle mie rispetto al comprendere di aver scelto la persona sbagliata, dopo l'averci pure investito risorse di tempo, denaro ed emozioni. Per l'individuo, in questo caso la donna, votarsi alla vita relazionale è uno tra i compromessi più impegnativi a cui sottostare, nel corso della vita. Il crollo di un legame disintegra in modo inevitabile lo sforzo compiuto con se stessi per l'altro, nella costruzione del "noi", mandando a catafascio i progetti della coppia, ma soprattutto, evidenziando le rinunce del singolo. Ancora, "la tradita" sarebbe poco saggia ad incolpare il proprio compagno poiché ciò implicherebbe l'incolparsi di scelte precipitose e privazioni patite. Ecco allora il rifiuto della propria frustrazione e lo scriteriato assalto alla terza della situazione, la talvolta vittima e talaltra complice, nell'increscioso inganno del tradimento subito. Che importa poi se sono stata soppiantata per caratteristiche che non possedevo, per capriccio oppure per una cascata imprevista di situazioni concatenate, quando quasi posso uscirne vittoriosa. Preservo il "noi" abbattendo la lei di turno, la accuso di aver osato troppo, di aver strutturato un compromesso fasullo con l'uomo sbagliato; di essere scivolata nell'errore che non posso aver compiuto io.
Costruire sui resti è sempre più semplice che non daccapo.
Tutte le donne sono femministe; se non di convinzione ed ideale, lo sono perché la biologia regala loro un organismo tale per cui esperire la condizione donna, in maniera diretta e viscerale. Eppure, quando chiamata in causa, è la dimensione che più si tende a zittire, calpestata dall'identità della coppia uomo-donna, che di sesso, non ne ha.

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