E' come dire: immaginiamo di trovarci in una stanza con al centro un frigorifero vuoto, un fornello e poche stoviglie. Abbiamo una gran fame e ci è consentito di andare a far compere un'unica volta. Prima di uscire, quindi, è necessario decidere cosa cucinare, pianificando la lista degli ingredienti. Nel caso optassi per una pasta al pesto, compererei una bottiglia d'acqua, del sale grosso, un pacco di pasta ed un vasetto di pesto. Così accessoriata, non posso che preparare ciò che ho deciso a priori.Cosa significa, a mio parere? Significa che se mi pongo un obiettivo (evidenziare un particolare costrutto psicologico o preparare uno specifico piatto) mi devo attrezzare per ottenere quel risultato e nessun altro (rilevare un tratto di nevroticismo o addentare una pennetta con il pesto). Da ciò consegue che caricherò il processo di costruzione (la strutturazione del test o la preparazione degli ingredienti) di aspettative e lì farò convergere tutti i miei sforzi, facendo in modo che i miei prodotti (il test completo o il piatto finito) soddisfino in pieno i punti da cui sono partito.
La proiezione è un'arma pericolosa, non c'è che dire.
Ho scelto Piedino Nero, un test proiettivo tematico per bambini dai 4 ai 12 anni, non tanto per definirne i dettagli formali, bensì perché è uno dei test che mi ha lasciato con più interrogativi aperti. Ad ognuna delle diciassette tavole viene attribuito un nome ed associato un tema specifico che, a seconda della personalità del bambino, può essere o meno accettato. La richiesta è quella di scegliere le tavole che più interessano e di costruirne una storia, le avventure di PN e della sua famiglia. Ad una prima analisi, le tavole selezionate esprimerebbero i contenuti "sinceri", ossia quelli che non sono oggetto di censura, mentre quelle scartate esprimerebbero i contenuti "mascherati", ossia le tendenze represse ed assoggettate alla censura. Attraverso un gioco di sintesi, preferenze, identificazioni ed un'inchiesta finale, tutte le istanze della personalità verrebbero invogliate a reagire alla situazione target, in modo tale vengano alla luce i contenuti relativi per esempio alla colpa, alla rivalità fraterna, alla dipendenza dalle figure di riferimento, all'aggressività.
Non voglio rinnegare il mio passato; ho subìto per molto tempo il fascino dell'impalcatura psicoanalitica ortodossa. Tuttavia, non sento più di appartenere a quest'universo, difeso anche a costo di sacrificare ogni barlume di criticismo e senso della realtà.
Soffro di un male raro, che spaventa; sono malata di flessibilità e ciò mi costringe ad accettare l'eventualità di ponderati cambiamenti di fronte.

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