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| NY, Kykuit Gardens, Temple of Aphrodite (fonte: National Geographic) |
Se eliminassimo il concetto di "amore" la maggior parte degli scritti, delle canzoni, dei documenti e dei film non esisterebbe; un tema davvero caro a generazioni intere per valere un impiego così massiccio di risorse. Perché?
Sono infinite le spiegazioni di cui disponiamo poiché chiunque s'è impegnato, almeno una volta nella vita, nel cercare di definire quale potesse essere il significato dell'amore. Soprattutto perché l'ambito è così vasto e multifattoriale da prestarsi a una molteplicità di letture in chiavi totalmente differenti. Quante tipologie ne conosciamo? Ma soprattutto, da quale prospettiva, con quale approccio le vogliamo individuare e spiegare? Un bel guazzabuglio, non c'è che dire. Io ne ho capito molto poco, ma desidero comunque riassumere la mia idea con una storiella più o meno verosimile.
Primo passo: l'innamoramento.
In principio era l'Ambiente, un caos di stimoli privi di significato poiché, potenzialmente, avrebbero potuto acquisirli tutti. Ecco arrivare il momento in cui quell'uomo a uno stimolo esterno (quella donna) e a più stimoli interni (un'attivazione fisiologica di un qualche tipo) attribuì un valore diverso, maggiore, nominale. Un filtro aiutò a isolare gli elementi utili dall'insieme di tutti gli elementi utili possibili e nulla fu più come prima.
Secondo passo: il corteggiamento.
Quell'uomo "sentì che dentro" qualcosa d'indefinito stava accadendo, come se una concezione nuova di sé e dell'altro avesse cominciato ad attraversarlo per intero. Muoversi, farsi guidare dal "cuore", agire o ragionare; qualsiasi tentativo pur di farsi notare, purché quella donna attribuisse un valore diverso, maggiore, nominale al lui-stimolo e alle proprie percezioni. Supponiamo quell'uomo abbia infine raggiunto l'obiettivo.
Terzo passo: perché il cerchio si chiuda.
Si ritorni al primo passo; segua il secondo. Questa volta declinati al femminile. E poi ancora al maschile. Al femminile. Al maschile. Al femminile. E così via, fintantoché ne valga lo sforzo. Laddove la catena si interrompa, a causa di quell'uomo oppure di quella donna, procedere al quarto e ultimo passo.
Quarto passo: e adesso?
In teoria, è amore.

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