Quest'interessante settimana è trascorsa proprio in scioltezza, da lunedì 13 a venerdì 17 senza eccessivi intoppi. Un poco ci speravo, così magari avrei dato adito alle credenze superstiziose che accompagnano giorni come questi. Invece, per mia sfortuna (!), sono obbligata a smentire tutto quanto. Sarà per la prossima. Il prossimo gatto, il prossimo sale rovesciato.
Sono in lotta perenne con la superstizione, non nel senso che mi ostacoli la vita, bensì per riuscire a debellare dal pensiero delle persone con cui interagisco alcune convinzioni tanto marcate. Spesso è una partita persa a priori, lo ammetto, mentre altre volte un qualche ragionamento più razionale si riesce a costruire, anche se guidato. Tuttavia, perché stupirsi delle piccole credenze del quotidiano, laddove succubi di una delle più invischianti superstizioni che attanagliano il genere umano, ossia sua Signora, la religione? Ho inghiottito la frase liquidatoria "questione di fede" tante di quelle volte da risultare indigesta. Ecco un'altra delle mie battaglie storiche, dal creazionismo a ciò che ne consegue. A furia d'investire tempo in guerriglie, sembra che non sia rimasta una briciola di quiete nella mia testa. Da morta avrò tutto l'agio del mondo per ripigliarmi dalle fatiche della vita vissuta.
Parentesi felice chiusa, fatemi rientrare nella tematica con cui ho aperto l'articolo: la superstizione. Lungi dal sostenere facili paragoni, mi azzardo ad inserire le credenze superstiziose all'interno del pensiero magico, bizzarra modalità di percepire ed interpretare la realtà circostante. Ne sono esempi la convinzione di essere chiaroveggenti oppure l'intestardirsi su presunte capacità telepatiche tra anime affini. Accendi la televisione e, vuoi per l'audience vuoi per altro, vieni bombardato da stimoli che sfruttano la predisposizione tutta umana a qualsiasi tipologia di credenza, purché stramba e non verificabile (o falsificabile, a seconda). Per dirne una, a me fanno morire i tizi che cianciano con i morti oppure fingono contatti extra-terreni in autoindotti stati di trance ipnotica. [Piccolo inciso, esistono tecniche di ipnoterapia finalizzate al recupero di pazienti per esempio afflitti da dolori cronici, ma qui trattasi di tutt'altra storia, converrete con me.] Così come quelli che ti vendono i numeri del lotto o ti leggono la mano; insomma, l'elenco è vario e davvero bislacco. Eppure, se non ci fosse domanda l'offerta si estinguerebbe, cosa che però non succede nel caso di tali "occupazioni". Ed il motivo che accomuna la propensione a sostenere queste convinzioni superstiziose è, se vogliamo, persino adattivo. Come t'avvinghi ad un dio perché altrimenti non sapresti come spiegare il mondo, così mantieni le tue convinzioni sul filo dell'incontrovertibilità; chi si prenderebbe la briga di sfatare verità a cui nemmeno è possibile accedere? Chi farebbe mai crollare un sistema di riferimento come la religione, bell'e che pronto, per incamminarsi sul sentiero tortuoso ed infinitamente lungo che conduce a spiegazioni alternative migliori? Forse solo colui che fa del dubbio la propria arma, lo strumento con cui al contempo difendersi ed attaccare. Lo scienziato. Intellettualmente predisposto ad accettare gli sviluppi della propria disciplina anche (e soprattutto) nel caso in cui distruggano anni di lavoro, rimesso ai fatti di una Comunità che non ha scopi, se non punti di partenza.
Per la seconda volta rientro in tema; quante divagazioni! L'obiettivo iniziale era infatti quello di contestualizzare il "pensiero magico" all'interno di un individuo che manifesta un Disturbo Schizotipico di Personalità (DSM-IV-TR, gruppo A: strano/eccentrico). Anche qui, sarà per la prossima, già mi sono dilungata.
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Un'ultima puntualizzazione. Esiste un modo per sperimentare telepatia tra anime affini; si chiama empatia.
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